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(un taxi fra l'intimista e il sociale)

I giorni della luce

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Forse la vita ti può insegnare qualcosa e forse ti può concedere, anche, qualcosa.
Grazie alla vita, che mi ha dato tanto, cantava nel suo più famoso e struggente brano Violeta Parra.
E pure io, in questi giorni canicolari, sento gratitudine alla vita, "che mi ha dato tanto".
E anche un po' di legittimo orgoglio per essermi cucito addosso un privatissimo calendario, o modo di vivere, estivo, grazie alla vita che alla fine me lo ha concesso, e grazie anche ai miei sacrifici di anni di ambienti e ritmi di lavoro soffocanti, che mi hanno permesso poi di approdare ad un'attività molto speciale, per il suo grado di elasticità e di fluidità nell'impegno che non conosce paragoni.

Se la settimana di Senigallia è stata per me la "grande festa d'apertura", la festa nell'accezione più completa e perfetta, ora si è aperta la fase della "vacanza".
Vacuum, vuoto.
Il fresco delle notti nell'alta collina a poco più di un'ora di automobile da casa, goduto nella più confortevole situazione del mondo: una spartana tendina da campeggio e un sacco a pelo.
Le giornate accompagnate da un'ipnotizzante colonna sonora di cinguettii. Molti alberi.
Il sole, stabile, caldo. Qualche alito di vento.
La quiete, il tempo che si dilata, il non avere fretta.
La mia compagna che si ritaglia a sua volta spazi e tempi, spesso di giorno, ancor più di notte, per venire a condividere con me il più intenso e affascinante dei "vuoti", all'opposto del proverbiale "terror vacui".

E poi programmare come singoli eventi le sortite.
Per fare la spesa, per un necessario salto a casa, come ora: fra l'altro è il mio turno settimanale di pulizia scale...

Il paese di Marzabotto è ormai legato nella mia mente, più che alle sue antichissime memorie etrusche e a quelle tragiche della guerra, ad un'atmosfera di luminoso e quasi stordito incanto.
Ci sono andato oggi nel primo pomeriggio per fare un po' di spesa e per guardarmi intorno.
So che quelle luci iperreali, così come l'atmosfera un po' fuori dal tempo e dallo spazio, nel bar dove sono entrato per un caffè, saranno per me fonte di guida e di nostalgia per tutta la lunga stagione del grigiore e dell'oscurità.

Prima di entrare al supermercato, seguo l'indicazione biblioteca. Vincendo la timidezza, entro.
Tre giovani donne un po' sfaccendate, all'interno, "impiegate" non so quanto ciascuna, sembrano molto soddisfatte dell'evento.
"Scusate vorrei sapere se qui c'è una postazione internet a disposizione".
"Certo, quando vuole può fare l'iscrizione e prenotarsi".
"Anche adesso ?".
"No vede, il computer è quello ed ora è occupato; le dò questo volantino stampato con gli orari, così può prenotare per telefono".
Ed una delle tre aggiunge simpaticamente:
"E' un peccato perchè, con quella maglietta, se lo meritava".
"Ah, sa a che cosa si riferisce ?".
"No, ma riconosco al volo lo stile delle vignette di Vauro: lo adoro".
"E' del raduno degli ascoltatori di Caterpillar: conosce la trasmissione ?".
"Ah, credo di sì: sono quelli della giornata del risparmio energetico, vero ?".
"Bravissima !".

Il volantino è una strisciolina di carta, appunto con gli orari d'apertura della biblioteca.
E magari si rivelerà prezioso per altri aggiornamenti del blog, da quel mondo che il sole a picco rende bello come una favola.

E di cui ringrazio la vita.

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Immagine tratta dal sito:
http://www.robertolerco.com/trip/finlandia_norvegia_2007.htm

Niente più 'notti magiche'

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"E' libero ?"
Do un'occhiata al vicino posteggio: vuoto. "Sì". Noto che l'elegante anziano, che sto lasciando con la sua signora presso uno dei più lussuosi alberghi del centro, non gradisce molto l'irruzione di questa altra coppia di ragazzi. Magari dovevo rispondere: "Sì aspettate un attimo", ma chi se ne frega.

"Siamo stati fortunati !"; l'accento è pugliese.
"Decisamente: tutti hanno fretta di correre a casa a veder la partita, e i treni dal mare sono tutti in ritardo. Alla stazione c'è una bella fila in attesa del taxi".
"Anche noi siamo arrivati in treno: un'ora di ritardo".
"Mah, ormai sembra la norma".

Li lascio in una zona residenziale di periferia.
"Allora buona serata e buona partita".
"Grazie e forza Italia !"
"Forza Italia, ma solo in senso sportivo !".
Solo lei, una moretta magra magra, mi fa un segno molto deciso di approvazione.

Molto bene. Sono a due passi dal "Minestraio", una delle pochissime alternative alla mensa dei ferrovieri per mangiare un piatto di pasta, e, quel che più conta, per farlo davanti ad un video della tv. 
Mi faccio preparare una porzione di lasagne al forno e una di verdure grigliate e le metto sul mio vassoio. Ai tavolini pochissime persone.
Devo avvertire Lorena: so che vuol raggiungermi in bici.
"Sono stato bravo, mi sono fermato qui dal minestraio, così non devi fare molta strada con 'sto caldo".
"Va bene, arrivo fra un po' ".
"Io sono qui".

La solita carrellata sulle facce ispirate dei calciatori italiani e spagnoli durante gli inni.
Comincio a non gradire più questi rituali, per non parlare della voce eccitata del telecronista, per non parlare delle raffiche di pubblicità che condiscono (anzi ne spiegano il vero significato), lo spettacolo che va ad incominciare.

Come sono cambiato. Se per il campionato nazionale il mio interesse ha conosciuto negli anni solo qualche sprazzo saltuario, ho invece seguito sempre le vicende della nazionale con un'amore appassionato, fin dai tempi della notte di Italia-Germania 4-3, che vissi soffrendo e urlando di gioia insieme a mio fratello più grande e a mio padre.
La disillusione comunque non ha cancellato del tutto la mia vecchia passione per le invenzioni di quegli idoli in divisa e per la magia di una condivisione dell'evento così radicata con i miei connazionali, per una volta uniti, senza distinzioni di nessun genere.

La partita è bella, equilibrata, tesa. Cassano vuol primeggiare e sta giocando molto bene; tutta la squadra mi sorprende per ritrovato tono agonistico e lucidità. L'arbitro nega un paio di calci di rigore agli spagnoli, ma a parte quello mi sembra che possiamo spuntarla e aspetto con trepidazione il palpito di un'invenzione vincente.
Arriva Lorena. Non mi pesa doverle spiegare spesso le decisioni arbitrali, e la differenza fra una punizione e un rigore; tanti non lo sopporterebbero.
L'aria condizionata non impedisce di sudare. Certo non come gli uomini in campo a Vienna per questi quarti di finale degli Europei.

La minaccia dei supplementari si fa sempre più vicina.
Insieme ad un'altra minaccia: la cameriera ci fa capire che stanno chiudendo. Al triplice fischio le chiedo se può garantirci tutto il resto dello spettacolo.
"Non credo: il principale vuole chiudere".
Chiedo asilo politico a Lorena: ci diamo appuntamento a casa sua.
Ascolto per qualche minuto la radiocronaca della "Gialappa" durante il breve spostamento; poi parcheggio il taxi e mi avvio a piedi nella caldissima e silenziosissima notte, rischiarata in qua e in là da video colorati. Dalle finestre aperte lungo la strada si sente solo la telecronaca, poi la voce anziana di una donna commenta che "questa volta stanno giocando bene anche i nostri".
Salgo di corsa con Lorena i cinque piani di scale.
A casa sua la tv è già accesa: anche Sonia, sua figlia, è tornata dal mare in tempo per vedere gli azzurri. Come si cambia: da bambina il suo spirito fortemente pacifico non le faceva accettare l'idea che qualcuno dovesse gioire sulle disgrazie di qualcun altro.

Comunque noto che apprezza la mia reazione molto sportiva, addirittura compassata, nel momento in cui l'ultimo rigore spagnolo condanna anche questa nazionale a tornarsene a casa: "L'importante è che ci siamo fatti onore, che abbiamo giocato bene".

Perchè si cambia, e come si cambia.
Nel mio cuore, che fino a pochi anni fa sarebbe stato fortemente afflitto da una sconfitta come questa, da qualche giorno sento sgorgare un incitamento espresso con le stesse parole, ma che esula completamente dall'argomento, e assume un significato molto più drammatico e pressante:
"Forza, Italia.
Forza, Italia !!!".

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Immagine tratta da:
http://it.euro2008.uefa.com/fanzone/cocacolapanini/index.html

L'auto ...e l'ipnosi

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L'automobile sembra procedere da sola nella notte della città che non spegne mai le sue luci.

Quelle del giorno, nei dì che si allungano a dismisura, finiscono comunque per cedere il campo, e il sipario cala fra gli applausi di un pubblico che non ricordava quasi più la bellezza di una giornata serena, di una serata limpida.
Notti calde, un po' umide; quando un cliente ti fa spegnere l'aria condizionata sembra mancarti il respiro.
Procedo come in trance, come ipnotizzato; l'auto corre docile, quasi ammaestrata a riconoscere e superare le mille consuete difficoltà del traffico, delle strettoie fra due file di auto parcheggiate, delle retromarce, degli imbecilli che si esibiscono in spericolati sorpassi per poi fermarsi al semaforo successivo, di quelli che parcheggiano in mezzo alla strada, e via sopportando.
Accolgo con lo stesso straniamento, uno dopo l'altro, i clienti che si susseguono, riservando il minimo dell'attenzione alla consueta varietà di tipi umani, stati d'animo, età, cultura.

Sarà che ho tirato i remi in barca, dopo la ricchissima esperienza di Senigallia. Che ho messo il cervello a riposo.
E forse è un riposo meritato; in fondo, dall'estate scorsa, si è dato da fare, fra le mille incombenze quotidiane, di routine o straordinarie che si presentassero.
Come l'anno scorso, gli concederò, nel periodo estivo che sta cominciando, molte giornate di rigenerazione, di verde, di lettura, di corsa con le nuove splendide scarpe che mi son fatto spedire da un circuito equo-solidale.

Neanche la coscienza della scandalosa deriva dittatoriale presa in tempi sorprendentemente brevi dal nuovo governo riesce a scuotermi più di tanto.
Abbozzi di intuizioni. Del tipo: "anch'io sono caduto nella trappola", mentre ripenso alle parole di Alexis de Tocqueville lette nel blog Senza Nome
: «Se un potere dispotico si insediasse nei paesi democratici, esso avrebbe certamente caratteristiche diverse che nel passato; sarebbe più esteso ma più sopportabile, e degraderebbe gli uomini senza tormentarli. Un sistema che potrebbe sembrare paterno, ma che al contrario cercherebbe di fissare gli uomini alla loro infanzia, preferendo che si divertano piuttosto che pensare [...]».
Ma anche del tipo: "il mostro sta pian piano gettando la sua maschera, e rivelando ogni giorno un po' di più la sua natura tirannica".
E poi, motivo di flebile speranza: "una corrente di coscienza, della gravità della situazione, e di ribellione sta rianimando molto rapidamente una popolazione intorpidita e umiliata".
E ancora: "quanta violenza dovremo aspettarci, quando lo scontro sarà a tutto campo, quando la vanità del potere assoluto schiererà i suoi eserciti contro la libertà di pensiero".

Una cliente abituale, che gestisce col marito una pizzeria del centro, mi sorprende con i suoi sfoghi amareggiati. Di solito, da commercianti ed artigiani, come da gran parte dei miei colleghi, sono abituato a sopportare le filippiche contro i comunisti, contro Prodi, le cooperative rosse e via dicendo. Lei no, si dimostra cosciente del disastro che si sta compiendo in questi giorni. E con il suo accento fortemente campano maledice di aver messo al mondo dei figli: "E' inutile insegnare l'onestà, è inutile sacrificarsi a sgobbare una vita intera, quando questi signori ti dimostrano che hai sbagliato tutto. Non avessi dei figli, almeno, mi sentirei meno ricattabile, ora".
Ma poi aggiunge: "Ma la gente ora tace. Me ne accorgo che tace. E' come una pentola a pressione che continua a surriscaldarsi. Prima o poi la reazione ci sarà".

Come è bella la sua amarezza, cara signora, e quanta speranza mi dà quell'ultima sua considerazione.

Poi, dentro di me, uno straniato torpore torna a prendere il sopravvento.
E l'auto riprende il cammino, docile, quasi ammaestrata, nella luci della notte.

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Immagine tratta dal sito:
http://apartequesto.blogspot.com/2007_04_01_archive.html

CaterOasi

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Lamentavo, nel post scritto dall'internet point di Senigallia, un iniziale pizzico di delusione sull'esperienza del "Caterraduno 2008".
Si tratta, per chi non lo sapesse, di una settimana di eventi, gran parte dei quali trasmessi in diretta da Radio2, dedicati al 'popolo' di "Caterpillar" (la trasmissione condotta quotidianamente da Massimo Cirri e Filippo Solibello), che accorre a Senigallia da ogni parte d'Italia, sempre più vistosamente man mano che passano i giorni della settimana del raduno.

Ma poi anche quest'anno qualcosa di magico, una sorta di grazia straordinaria, ha finito per imporsi nell'atmosfera generata da queste giornate.
Qualcosa che supera le pur indiscutibili qualità di umanità ed ironia dei due presentatori e dei loro collaboratori al microfono; che supera la pur impressionante efficienza di una complessa macchina organizzativa; supera la pur affascinante capacità creativa ed artistica degli ospiti chiamati ad animare gli spettacoli serali; supera la pur confortante presenza di un popolo eterogeneo ma accomunato da una stessa sensibilità ai problemi sociali ed ecologici (oltre che all'amore per un divertimento intelligente); e infine supera i pur straordinari risultati nella raccolta di fondi per le cooperative di 'Libera' che riconquisteranno territori di lavoro e di legalità alla Camorra.
Una grazia che se ne infischia del famoso "vortice depressionario" che non molla la presa e rende alquanto bizzarro il clima meteorologico, così come della ripetitività di un evento, che riesce a ravvivarsi ogni anno.
E l'edizione 2008 è cresciuta di giorno in giorno, fino a lasciare una traccia che difficilmente si cancellerà nei cuori di chi c'era.

Non credo di essere io quello fissato, quello esaltato. Penso che ognuno dei tanti presenti, così come dei protagonisti, abbia avvertito quella grazia, e il senso di vivere un'esperienza straordinaria, in barba alla stampa, che se n'è interessata in maniera estremamente marginale, e l'ha fatto solo per la curiosità dei cento matrimoni civili celebrati quest'anno, per una bizzarra idea del sindaco Luana Angeloni fatta propria e amplificata dalla 'Cater-squadra'.

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 Il "popolo"

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Eterogeneo per anzianità anagrafica e di presenze al raduno, unito in una comune educazione, cultura e sensibilità. 

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Solibello e Cirri

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Eccoli, i due leader, della trasmissione come del raduno. Li senti, li ami, come due fratelli che, preposti alla celebrazione del rito, lo fanno con tutta la loro intelligenza, la loro ironia, la loro semplicità e, perchè no, anche tutti i loro limiti. E con l'aiuto di validi collaboratori, primo fra tutti Marco Ardemagni.

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I cento matrimoni

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E' stata la grande novità di quest'anno. Cento coppie appartenenti al "popolo di Caterpillar" hanno colto l'occasione per unirsi in matrimonio civile, celebrato sabato dai due conduttori, delegati dal Sindaco, e si sono avvicendate nella storica "Rotonda a mare" per il breve rito. Ogni coppia ha interpretato l'evento con un proprio stile di abbigliamento, ed ha richiamato al Caterraduno un popolo aggiuntivo di ospiti, testimoni, parenti ed amici, molto insolito per la manifestazione.
Un lungo corteo serale fino al Foro Annonario, la banda, foto di gruppo e un sonoro "Viva gli sposi" collettivo. Poi, dopo poche ore, molti dei protagonisti della cerimonia erano già in jeans e maglietta del raduno pronti a tornare "popolo" per scatenarsi nella festa finale.

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L'asta della legalità

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Una pioggia battente non ha impedito, anche quest'anno, lo svolgersi dell'asta a favore di Libera, con don Luigi Ciotti nel'ormai consueto ruolo di battitore. Bravissimi, Cirri, Solibello ed Ardemagni, a tenere viva la lunga edizione, in cui in poche ore sono stati raccolti oltre ventitremila euro (quasi ottantamila a fine settimana con la vendita delle magliette, del libro di Cirri e Solibello e dei prodotti delle cooperative), a forza di rilanci di persone e "cordate" generose, per aggiudicarsi alcuni importanti doni, fra cui quello fatto da Azeglio e Franca Ciampi, quello di Romano e Flavia Prodi, e poi il dipinto autografo di Dario Fo, il Codice di Procedura Civile appartenuto al Generale Dalla Chiesa, e una vecchia foto eseguita da Mario Giacomelli.

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Gli spettacoli: Marco Paolini

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Il livello degli spettacoli serali è stato quest'anno eccezionale, a cominciare da Marco Paolini che, con il trio "I Mercanti di Liquore" (due chitarre e una fisarmonica), ha affabulato tutti, e a lungo, con una verve comunicativa straordinaria, alternando, alla Giorgio Gaber, monologhi e canzoni su varie tematiche a sfondo sociale.

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Dario Vergassola

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Liberato dal ruolo di spalla a Davide Riondino si rivela un comico travolgente, con il suo eloquio buttato là e capace di sparare a raffica battute imprevedibili con il piacere dell'esagerazione che sfocia nell'assurdo. E' da un pezzo che non mi capitava di ridere tanto.

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Stazioni lunari

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Si tratta di un progetto di "cocktail artistico" ogni volta differente, anche se con una fondamentale matrice di musica etnica, in cui nell'interazione e nella reciproca contaminazione musicisti molto differenti danno il meglio di sè.
Quando poi, come quest'anno, riesce ad affiancare alcuni grandissimi come Teresa De Sio, Enzo Avitabile, Piero Pelù e Ginevra Di Marco, il risultato è esaltante e davvero irripetibile.

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Roy Paci e Aretuska

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Calore e ritmo, fra il reggae, lo ska, il rap, in bilico fra Sicilia, Giamaica ed Africa. Toda joia, toda beleza.

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PAF trio (Paolo Fresu, Antonello Salis, Furio Di Castri)

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Jazz sperimentale, che cerca di destrutturare il già noto nella ricerca delle sonorità più sofisticate ed estreme, con un uso spregiudicato degli strumenti, in particolare del pianoforte, suonato, strimpellato, frustato, violentato con modalità e tecnica incredibili da Antonello Salis, grazie anche ad una costante velocità alla tastiera che trasforma quello che siamo abituati a considerare il suono classico di quello strumento. Insieme alla tromba filtrata da un sintetizzatore di Paolo Fresu, e al contrabbasso di Furio Di Castri, danno vita ad un risultato sonoro letteralmente strabiliante.

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La festa finale

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La quasi circense Banda Osiris, che comincia intonando ancora una volta la potente sigla "Cà-tèr Cà-tèr-pìl-làr"; il direttore del TG3 Antonio di Bella nelle vesti di cantautore e "crooner" alla Frank Sinatra, Max Gazzè, Davide Riondino, la voce di Petra Magoni accompagnata al contrabbasso da Ferruccio Spinetti.
Ed una "big band" di giovani musicisti a fare da collante alla grande festa finale.
Molte centinaia di cuori battono all'unisono, molte centinaia di mani scandiscono i ritmi, e, sul palco, questi amici vecchi e nuovi del "popolo di Caterpillar" si alternano in un happening, che unisce protagonisti e pubblico in una sorta di estasi gioiosa.

Il congedo

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Un sole caldo splende su Piazza Roma durante l'epilogo, domenica alle undici e trenta per l'ultima trasmissione in diretta radio. Difficile trattenere la commozione nell'abbraccio collettivo ad alcuni dei principali protagonisti ed artefici di questa settimana di festa.

Sì, sarò fissato, sarò esaltato, ma continuo a viverla come un'oasi lussureggiante ed inebriante, nel deserto ogni giorno più arido e crudele dei nostri giorni.

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Nota: sto pubblicando le migliori foto (eseguite anche da Lorena) nel fotoblog (clicca qui
).

L'immagine di Vergassola è tratta dal sito:
http://www.flickr.com/photos/mochetta/834745429/

Una rotonda sul mare

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Dopo aver battuto, di anno in anno, diverse cittadine della Romagna, dal 2006 il 'Caterraduno' si è legato, e sembra stabilmente, alla città marchigiana di Senigallia.

Fu la locale associazione degli albergatori a cui mi rivolsi nel 2006, a dirottarmi in questa pensioncina a più di due chilometri di lungomare dal centro e dai luoghi dell'animazione. Poi ci sono tornato sia l'anno scorso, sia quest'anno con Lorena, diventando ormai un cliente abituale: ho deciso che la qualità delle cose essenziali, i letti, la cucina, il trattamento da parte della famiglia dei gestori, superino decisamente il disagio della distanza.

E poi quest'anno abbiamo a disposizione anche due splendide biciclette.

Ad onta di ogni aspettativa, forse è proprio lei, la bicicletta, ad avermi regalato in questi primi due giorni alcune delle sensazioni più belle.

Nel quieto, silenzioso procedere nella parte di lungomare adibita a pista ciclabile, osservando brandelli di spiaggia, campi da beach-volley già solcati da giovani e atletici grilli salterini con la palla, gruppi di ragazzine sedute sui muretti che delimitano la spiaggia, in costume o in abiti corti, intente a chiacchierare e a fumare qualche sigaretta.

Dall'altra parte della strada, un seguito colorato di alberghi a quattro o cinque piani, ancora in attesa della stagione vera.

Sensazioni altrettanto dolci di quiete, animata appena dal passaggio di poche persone, ieri, in un pomeriggio di sole velato, che rendeva un po' irreale la vasta zona adiacente alla storica Rocca, dove è stato bello vagabondare e poi sedersi a mangiare qualcosa dai nostri zaini, con Lorena e il nostro amico Nicola.

Scopro per l'ennesima volta che la gioia, o quanto meno gli attimi di serenità, non sono per loro natura programmabili; tutt'al più puoi agevolarne il contesto. I momenti di grande partecipazione collettiva agli eventi in calendario, che nel ricordo e nelle aspettative occupavano il primo posto, surclassati per ora da tenui percezioni di scorci ed atmosfere rilassanti.

Conto di parlarne alla fine della settimana di raduno, degli eventi in calendario di queste fitte giornate. Per ora un piccolo retrogusto di delusione fa seguito alle risate ai sorrisi ai battimani alla magica interazione col pubblico generata dai mattatori Massimo Cirri e Filippo Solibello, con la loro sonora brigata. Ma c'è tempo, e tornerò anche su questi temi.

Non è facile calarsi nella realtà umana di una città; bisognerebbe forse lavorarci. Posso dire però che mi ha sorpreso la gentilezza di alcuni automobilisti che più di una volta si sono fermati per agevolare il passaggio di due 'ciclisti per caso'.

Molto evidenti, invece, i segni di attenzione e di impegno su tematiche di coscienza ambientalista offerti dall'amministrazione, dai progetti di mobilità fino all'esposizione, proprio vicino alla Rocca, di opere di scultori che utilizzano materiali di scarto.

Logico, a questo punto, il 'matrimonio' virtuale con quelli di Caterpillar, voluto dal sindaco, una signora dal sorriso dolce di nome Luana Angeloni. E' lei che ha avuto l'idea folle di delegare i due presentatori alla celebrazione del matrimonio, civile, vero, di cento coppie, reclutate dalla trasmissione, e che avverrà sabato, all'interno della 'Rotonda a mare', simbolo della città e resa famosa anche dalla canzone di Fred Bongusto.

"Ha detto che domenica annuncerà per l'anno prossimo un'idea ancora più grandiosa", ci riferisce la signora dell'albergo con un misto di riconoscenza per il cosiddetto "indotto economico" e di mal celata diffidenza di matrice politica. E conclude: "Finchè si limita a coppie 'normali'..... Speriamo in bene !".

E la figlia ci racconta di quando la Rotonda fu incendiata: "Ero bambina, ma mi misi a piangere. Ci andavo per le grandi feste di carnevale. E poi da lì erano passati gente come Mina, Ray Charles... Ora che l'hanno riaperta è lì che non si sa a cosa adibirla. Il concorso per un nuovo casinò l'abbiamo perso, ma per me dovrebbe tornare ad essere un posto di richiamo un po' esclusivo, magari con un porticciolo turistico dedicato, per richiamare una certa clientela. L'abbiamo proposto al sindaco e ci ha risposto: vedremo, che vuol dire non se ne fa niente".

Ognuno ha le sue priorità, cara amica, avrei voluto risponderle. Ma una visione critica della realtà nelle sue vere urgenze è evidentemente un dono di pochi.

E nel felice caso di Senigallia, si può ben dire di pochi ...eletti.

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Immagine tratta dal sito:

http://www.drakeworld.net/blogs/drakeblog/2007/08/24/si_parte_vacanze_nella_patria_del_blogge

Lo spettacolo e la realtà

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E' l'alba.
Il cielo va illuminandosi come nei grandi presepi meccanici, quelli con gli effetti luminosi del giorno e della notte che si alternano lentamente.

Un concerto di cinguettii entra con l'aria fresca dalle finestre aperte.
E' il momento di festa degli uccellini che salutano il nuovo giorno e impongono la loro dolce e tenera presenza sonora sull'angosciante rombo di fondo delle città, che ancora stentano a mettersi in moto.

A volte, e con un pizzico di inquietudine, in questo periodo dell'anno quasi solstiziale ci arrivo dall'altra parte, cioè prolungando la veglia, grazie ai miei lunghi amplessi visivi con questo magico schermo illuminato che mi parla e che raccoglie le mie parole.
E' strano, invece oggi, essermi svegliato così presto, ma bisogna preparare i bagagli, e poi non voglio partire senza aver aggiornato il mio caro diario e salutato chi, per abitudine o per caso, dovesse capitarci. Come l'anno scorso, cercherò poi di farlo comunque anche 'dal vivo', durante la breve vacanza.

Il 'Caterradunoè cominciato ieri, con i due appuntamenti quotidiani su Radio2 alle 13 e alle 16,30. Oggi, dall'autostrada, ascolterò con Lorena il primo, mentre dovremmo essere presenti, sulla spiaggia di Senigallia, per il secondo, e proverò come gli anni scorsi lo strano effetto di entrare a far parte di uno spettacolo in corso, cambiando ruolo da spettatore a partecipante.

Nell'immaginazione, e spesso nel ricordo, la partenza per una vacanza è un momento gioioso.
La realtà, invece, come sempre è un po' diversa: sei concentrato sui preparativi, proprio come in un'attività lavorativa, e, proprio come la città, anche tu stenti a metterti in moto, per i tuoi innati problemi di carburazione mattutina.

E poi...
E poi non hai più vent'anni, e neanche trenta e neanche quaranta: ne hai già vissute tante, partenze, tante. Tante. Sembra impossibile.

E poi ancora...
E poi ti sembra ormai anacronistico che quei due, Cirri e Solibello, possano continuare, insieme con la loro efficiente carovana di parole, suoni, ospiti, eventi, a suscitare quella partecipazione corale, quel clima di festa e di happening collettivo che cresce giorno dopo giorno durante la settimana del raduno, nei luoghi degli incontri e per le vie e le piazze della cittadina adriatica.
Perchè le cose sono un po' cambiate.

E il tempo della festa sembra quasi di rubarlo ad un clima di grande apprensione, che avverti maturare molto rapidamente con il trasformarsi del nostro regime politico in una dittatura, che mai ti saresti aspettato di dover vivere. Subdola, per giunta, nemmeno dichiarata, nemmeno percepita dalla maggioranza dei cittadini.
Certo, in realtà sono proprio i dittatori del nuovo regime, quelli che stanno cercando di rubarti la festa.

E senti crescere la voglia di reagire, di organizzarti con tutti gli altri che non ci stanno, e che lo stanno gridando nei loro blog, ogni giorno più vivi e numerosi.
E avverti lo scarto fra questo senso crescente di mobilitazione e l'abitudine, di matrice (guarda caso) televisiva, ad osservare passivamente da inerme spettatore privato lo spettacolo della cronaca e della politica.
Avverti che dietro quel sorriso finto di quell'uomo che finge di non invecchiare, dietro la finta bonomia, la capacità di raccontare barzellette addirittura spiritose, c'è la violenza.
Non vorresti, sei portato a chiedere nuove trasmissioni, piuttosto che scontri di piazza: sai che cambiare ruolo da spettatore a partecipante, in questo caso, non è proprio festoso come per il Caterraduno.
E non vorresti proprio vedere, rischiare, lo scatenarsi, magari anche sulla tua pelle, o peggio sulla tua integrità morale, di violenze di regime.

Vorresti solo cambiare canale, proprio come fai quando capiti su trasmissioni di ballerine scosciate o di frastornante pubblicità ad alto volume. Annullare con un tasto il desolante, aberrante spettacolo che ti viene imposto.

E ritrovare, con un tasto, il conforto dei tuoi alleati e delle loro migliori intelligenze.
Con un semplice clic, per esempio qui.

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Immagine tratta dal sito:
http://www.floatingflat.splinder.com/post/6927138

Il vortice

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Batti e ribatti, alla fine sembrerebbe averla avuta vinta lui: un meteoropatico come il sottoscritto ha resistito fin troppo al cosiddetto vortice depressionario, che si è accasato in Italia e da un trimestre ci flagella con uno stillicidio di cieli grigi, piogge e temporali.

All'inizio dici benedetta questa pioggia ce n'è tanto bisogno.
All'inizio dici (da buon tassista che fiuta un incremento degli affari alla stregua di un venditore di ombrelli) splendida giornata anche oggi.
E dici come si mantiene verde e rigogliosa quest'anno la vegetazione.
E continui a farneticare (da tempi ormai remotissimi) sulla nuova stagione, sul 'semestre bianco', sui rondoni nel cielo azzurro e sul risveglio della natura.
Balle.
La verità è che lo sopporti sempre meno; e se fossi superstizioso diresti che te lo sei
 tirato addosso, 'sto cacchio di vortice.

Nel calendario del mio vecchio 'gruppo AVIS escursionisti' mi ero preso l'impegno di guidare una camminata di un giorno, domenica 18 maggio, nei pressi del Passo della Futa; ed altre due, sabato e domenica prossimi, con pernottamento in albergo nel paesino di Campigna presso le Foreste Casentinesi, Appennino Tosco-Romagnolo.
Per evitare figuracce, dovute anche al mio scarsissimo senso dell'orientamento, sono andato a più riprese a provare tutti tre i percorsi, con Lorena, cogliendo tre miracolose distrazioni del vortice.
Ho già pubblicato sul fotoblog alcune immagini del primo giro di ricognizione; in giornata cercherò di pubblicarne altre, relative agli altri due.

Sabato 17 maggio, giornata grigia, previsioni meteo scoraggianti.
Sono le tre del pomeriggio, ed io sono appena caduto in un dolcissimo sonno ristoratore, quando squilla il telefono fisso.
"Ciao sono Daiana, a che ora vi trovate domattina ?".
"Alle sette e tre quarti al capolinea del 13 sulla via Toscana: noi ci andiamo con qualsiasi tempo, poi vediamo chi c'è".
"Va bene Franz, se mai ti do una conferma domattina".

Riprendere sonno non è facile, ma, almeno in questo, il vortice depressionario aiuta.
Non faccio in tempo tuttavia a riassaporare il dolce torpore che suona di nuovo il telefono fisso.
"Ciao sono Diana".
Imbambolato dal sonno non mi rendo conto che la voce è completamente diversa dalla precedente, e torno a dare le informazioni, alla quasi omonima, con un tono un tantino risentito.
"Va bene Franz, se mai ti do una conferma domattina".

La levataccia della domenica avrà l'unico vantaggio di regalare, a me e Lorena, un po' di tempo libero, perchè le due Lady D., visto il tempo imbronciato, danno forfait, e, nel luogo dell'appuntamento, troviamo solo alcuni baldi escursionisti di un altro gruppo.

Alle gite di due giorni bisogna iscriversi con un po' d'anticipo, per via della prenotazione dell'albergo.
Da molto tempo avevo riservato "circa sette camere doppie, vi dirò il numero preciso una decina di giorni prima".
Sarà il vortice depressionario, saranno altri impegni concomitanti, da sette, le camere necessarie sono diventate due. Bella figura, con la signora dell'albergo, che a stento fa buon viso a cattivo gioco.
Non mi aveva ancora chiamato il boss del gruppo, che forse ci raggiungerà sabato sera con la 'First Lady'. Ma questa volta aspetto a prenotare...

E comunque non è entusiasmante partire con tempo previsto molto instabile, e alta probabilità di temporali, rovesci e acquazzoni vari.

Poi, da martedì a domenica sarà la volta di Senigallia, del "Caterraduno 2008 dove è ancora più triste pensare che i giorni ormai tradizionalmente più festosi dell'anno possano essere guastati da questo maledetto, pervicace, sgarbato, insolente, prepotente, assillante, uggioso, soffocante, e soprattutto tanto ...deprimente vortice depressionario.

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Immagine tratta dal sito:
http://www.campaniameteo.it/articoli.asp?Sezione=Articoli&ID=152

Segnalazioni di inizio giugno (seconda parte)

Proseguo la mia piccola rassegna di eventi e di commenti cominciata nell'ultimo post, cercando di continuare con lo stile personalizzato che mi sono prefisso.

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Unire l'utile al riutilizzabile

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Ricevo dal gruppo "meetup" Amici di Beppe Grillo di Bologna un interessante invito: un libro dal titolo quasi impronunciabile, "Elogio dello -spr+eco" (ed. EMI) verrà presentato dall'autore, Andrea Segré, preside della Facoltà di Agraria dell'Università di Bologna e 'ideatore del Last Minute Market'.
Una grande densità di parole dagli echi soavissimi, come balsamo sulle ferite, nel sia pur breve invito: si parla di 'circuito della donazione', 'economia di reciprocità', 'società rinnovata'...
L'incontro è previsto a Casalecchio di Reno giovedì 12 giugno alle 21 (vedi qui i dettagli)

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Dossier Campania

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Una discarica predisposta ma mai utilizzata presso Santa Maria La Fossa (Salerno), che forse da sola avrebbe neutralizzato l'emergenza dei rifiuti.
Non male, professor Walter Ganapini, presidente di Greenpeace Italia; "assessore tecnico all'ambiente della Regione Campania e membro onorario dell'Agenzia europea per l'Ambiente", come ci viene presentato in questo video
, della durata di sei minuti e mezzo, che getta un incredibile fascio di luce su zone molto oscure dell'emergenza in oggetto.
L'ha segnalato Beppe Grillo, nei post del 31 maggio e 1 giugno del suo benemerito blog.

Sempre sull'argomento, un lungo appello da Chiaiano ci viene inoltrato da un intervento nella mailing-list Decrescita (che non poteva mancare anche in questo post). Per leggerlo, clicca qui 
(con la seguente accortezza, valida anche per i link del post precedente: per accedere a singole pagine della mailing list bisogna cliccare preventivamente sul tasto "non sono uno spammer" che si presenta la prima volta; solo dopo si può rieffettuare il link direttamente alla pagina opportuna).

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Piccoli e grandi cuori

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A forza di segnalazioni da Internet sembrerebbe quasi impossibile che qualche informazione interessante arrivi per canali più tradizionali, eppure qualche giorno fa mi è successo, e proprio nel luogo che più spesso ho citato nei miei racconti di vita vissuta: la famosa mensa dei ferrovieri.
Due o tre copie di un volantino, qui in parte riprodotto, mi guardano, desiderose di attenzione.
Dal 4 al 29 giugno a Bologna: mostra fotografica sul nuovo centro cardiochirurgico realizzato da Emergency in Sudan. Non l'avrò citato spesso come la mensa, ma forse qualcuno si ricorderà che seguii la costruzione e l'inaugurazione di quell'ospedale fin dai tempi del "Caterraduno 2006" e dunque lo sento un po' anche mio.
Oggi, 4 giugno, ore 21, la presentazione ufficiale dell'evento, con importanti ospiti.
Per i dettagli sulla mostra e sulla sua inaugurazione, vedi qui.

La segnalazione mi giunge proprio nei giorni in cui, di tanto in tanto, fermo ai posteggi, mi capita di leggere la breve rivista che mi spedisce periodicamente l'organizzazione di Gino Strada, e che ospita storie davvero toccanti di dolore riscattato dall'umanità. Tornerò probabilmente sull'argomento.

Una questione di Fede

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Il passo da Gino Strada a Giulietto Chiesa, due fra i nomi più ricorrenti in queste pagine, è breve.
L'ultima "newsletter" di Megachip, il sito diretto dal giornalista piemontese, presenta una interessante e come sempre coraggiosa sua presa di posizione, che consiste in una breve lettera dai toni splendidamente decisi, indirizzata al Commissario europeo alla concorrenza, che consiglio caldamente di leggere (vedi qui).

Argomento è lo scandalo di Rete4 che da anni continua a trasmettere occupando abusivamente frequenze che non le spettano.

La storia della vicenda, con la solita puntigliosa precisione giornalistica, è stata ripercorsa da Marco Travaglio nella sua ultima trasmissione 'in streaming' del lunedì, che si può rivedere e riascoltare cliccando qui.

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Il Travaglio della verità

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Avevo promesso di citare due commenti che recentemente mi hanno particolarmente emozionato.
Ebbene uno è proprio relativo al "Passaparola" di Marco Travaglio, quello però di lunedì 26 maggio. La sua capacità di smontare le macchinazioni del nostro nuovo subdolo duce e dei suoi uomini al governo raggiunge in quel video delle vette a mio parere straordinarie.
Assolutamente da non perdere (clicca qui). 

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Una donna libera

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E' considerata una delle più grandi voci della storia della musica popolare italiana.
Ma le righe che Mina ha scritto per Beppe Grillo (prefazione a "La settimana", raccolta degli editoriali del 2008) ne fa secondo me una delle più grandi voci anche del pensiero italiano.
Quelle poche frasi
, provenienti da un'artista che ha fatto della libertà il connotato principale della sua vita, mi hanno scaldato il cuore, regalandomi un po' del bene più raro e prezioso di questi tempi ahimè sempre più cupi: la speranza.

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Immagini tratte dai siti:
http://www.emi.it/novita.asp
http://it.youtube.com/watch?v=syJzVR9uzzU
http://www.pieroricca.org/2007/04/page/2/
http://it.youtube.com/watch?v=qQMmt2AiebU
http://blog.libero.it/parolepensieri/commenti.php?msgid=4360715&id=114287