franz-blog

(un taxi fra l'intimista e il sociale)

All'alba vincerò

mikeedit_165

 

Il distributore di metano di via Mattei è l'ultimo a chiudere di sera: lo fa a mezzanotte e tre quarti.
Sia per questa ragione, sia per la sua posizione abbastanza comoda, difficilmente salto il mio appuntamento; e a volte mi capita anche di fare delle pazzesche corse contro il tempo per raggiungerlo, qualche minuto, qualche secondo prima della chiusura.
Altre volte invece è più comodo fare scalo presso uno degli altri distributori in città o nei dintorni: l'ultimo nato si trova nella zona industriale di Casalecchio di Reno, singolarmente vicino ai miei vecchi meccanici (meta di mitiche traversate in autobus che forse qualcuno ricorda).
Chiude solo un'ora prima dell'altro, e raggiungerlo di notte è piacevole, sia per la suggestione rappresentata dall'unica oasi animata nell'irreale quiete della zona in cui si trova, sia per la particolare gentilezza dei gestori.
Che l'altra sera mi hanno consegnato due volantini. Il primo annuncia la loro prossima inaugurazione di un ristorante, attiguo alla zona di rifornimento; sarà aperto anche per la cena e potrebbe, proprio come il distributore, rappresentare un'interessante variante alle mie consuete 'frequentazioni serali'.

metano_182

L'altro volantino invece conteneva uno di quei codici da grattare per partecipare ad un concorso: in palio una Fiat Punto a metano e un navigatore: l'invio del mio codice tramite sms, ieri, è poi caduto nella più assoluta indifferenza dell'ignoto ente patrocinante.
Ma mi dà l'occasione per parlare di un altro paio di competizioni a cui sto partecipando; mi piace condividere il gioco dell'attesa dell'esito, e la speranza di vincere, con i fedeli frequentatori del blog.

Il primo di questi due concorsi ha carattere ben poco formale ed ufficiale. Si tratta di conquistare una cena offerta dal rematore solitario Alex Bellini, di cui spesso ho raccontato le avventurose gesta, e che, nell'avvicinarsi alla baia di Sydney dopo oltre nove mesi di traversata del Pacifico, l'ha promessa a chi indovini il giorno e l'ora dell'approdo.
Dopo aver sfruttato fino all'ultimo il tempo a disposizione, comunicai la mia previsione: 10 dicembre ore 16. Fra il centinaio di pronostici inviati sembrava uno dei più pessimistici, ma il passare dei giorni, e il presentarsi di nuove difficoltà di avvicinamento all'obiettivo, l'ha reso attualmente del tutto verosimile.

alexedit_106

Chi sta seguendo l'impresa dell'eroico navigatore sa quanto sia sfinito e provato dalle avversità, come si può leggere in questa sua testimonianza piuttosto toccante. Le ultime notizie tuttavia sono piuttosto incoraggianti, parlo ovviamente ai fini della felice conclusione dell'avventura. Se poi, insieme a questa, ci scappasse il mio giorno di gloria come vincitore (e a tempo debito una gita con Lorena per andare ospiti a cena di lui e sua moglie Francesca) sarebbe proprio divertente.
Si può seguire l'evolversi dell'avventura sia tramite gli aggiornamenti scritti ogni tre-quattro giorni da Alex sul diario di bordo
, sia tramite le informazioni fornite quotidianamente dal suo angelo custode, che si firma Manubrio e che le scrive, da Firenze, sul cosiddetto 'Muro'.

.

dichiarazedit_117

Il secondo concorso a cui sto partecipando è un tantino più ufficiale, se non altro per la serietà e l'importanza di chi lo propone, cioè Amnesty International.
In occasione del sessantesimo anniversario della "Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo", che cadrà mercoledì 10 dicembre, è stata chiesta la formulazione di un "trentunesimo articolo" ad integrazione degli attuali trenta; una giuria sceglierà i cinque migliori, che avranno visibilità sulla stampa e i siti specializzati.
Quello che ho scritto ed inviato è stato accettato, in una rosa attualmente di circa trecento.
Il concorso è ancora aperto (vedi qui),
per cui chi vuole può cimentarsi.
Se qualcuno poi è curioso di conoscere il mio "pensierino", beh, più avanti lo pubblicherò sul blog: ...qualche giorno di pazienza !   ;-)
.
.
.
.
-------
Immagini tratte da:
http://www.kataweb.it/multimedia/media/764020
http://www.alexbellini.it/index.php?ID=179&sheet=1
http://www.slashpromo3.it:80/AmnestyDirittiUmani/index.aspx

Corsi e ricorsi

ruotaedit_200

 

"Per lavori Hera viene sospesa l'erogazione dell'acqua - viene sospesa l'erogazione dell'acqua".
Erano le otto e mezza, poche ore fa. Ho ascoltato la voce metallica trasmessa da un'automobile, monotona, insistente, allarmante, avvicinarsi e poi riallontanarsi, per due volte.
E mi sono alzato per andare ad aprire a pieno getto il rubinetto di cucina e riempire le solite pentole.
Ormai è una vecchia abitudine: da quando abito qua è già successo un sacco di volte, e sempre più spesso col passare del tempo.

Mi sembra, in almeno un'occasione, di aver già raccontato questo sgradevole tipo di risveglio; gli episodi della vita che procede, come i ricordi del passato, si confondono, si compenetrano, quasi si trasformano nel completarsi, con i racconti che ne faccio su questo diario: la simbiosi è profonda e un tantino impressionante.

A volte sembra che tutti i piccoli o grandi eventi quotidiani siano una riproposizione di cose già raccontate, o tornino ad interrogare considerazioni già fatte. E che gli spunti di interesse non possano ormai essere altro che piccole varianti ad episodi sempre uguali, ricorrenti, un po' come le stagioni dell'anno.
O un po' come i raffreddori. Sono reduce dalle consuete tre notti tormentate necessarie per smaltire la nuova sgradita visita, e il morale non è proprio dei migliori, così come il tono vitale: questa volta, lo ammetto, i miei buoni propositi di andare incontro con gioia ad ogni giornata, ad ogni situazione, sono messi a dura prova.
La coincidenza di questo nuovo acciacco con la vaccinazione antinfluenzale che avevo appena fatto (altro episodio ricorrente, e raccontato) è più che sospetta e se non altro mi toglie un po' di quel senso di vulnerabilità da quei maledetti virus.
Ieri, per una fortunata coincidenza, avevo il turno di riposo, che ho sfruttato per starmene chiuso in casa tutto il giorno, e sotto le coperte a più riprese, evitando di affrontare il freddo, la pioggia e anche la neve: l'avevano prevista, ma si è appena fatta vedere a metà mattina, a quanto mi è stato detto; durante la notte precedente, come un sonnambulo intontito, più volte sono andato a guardare invano se stava cadendo.

Oltre che per guarire, ho sfruttato la giornata per scrivere il mio consueto articolo per la bimestrale rivista dei tassisti della Co.Ta.Bo.: ero preoccupato per l'avvicinarsi della scadenza e per le poche idee in testa. Alla fine ce l'ho fatta, a meno degli ultimi ritocchi, e anche con una certa soddisfazione. Ho parlato della crisi economica, come la percepiamo dall'umore e dal comportamento dei nostri clienti, e ne ho approfittato per estendere il discorso alla crisi del modello fondato sulla crescita infinita della produzione e dei consumi.
La rivista ha un pubblico probabilmente più numeroso di questo blog, ed è ovvio che in questi miei articoli sono molto più abbottonato sul fronte politico; tuttavia quando posso non rinuncio a considerazioni di stampo sociale od ambientalista.

In giornata, fra l'altro, mi era arrivata per posta elettronica una gentile sollecitazione da parte di Manuela, la giovane impiegata che raccoglie tutti gli elaborati. Non l'aveva mai fatto, ed ho il sospetto che la cosa sia legata ad un episodio che, in teoria, avrebbe potuto farmi arrabbiare e decidere di non collaborare più.
Sto parlando del piccolo libro di racconti di episodi successi sui taxi bolognesi: dopo una lunghissima gestazione finalmente è uscito, con la sgradita sorpresa, per me, di non trovarci stampato nessuno di quelli che avevo spedito io. Rinunciando a cercare altre spiegazioni, attribuisco la causa di ciò al timbro troppo serioso dei miei racconti rispetto a quello prevalentemente scanzonato scelto dalle curatrici del libro.
Mi è dispiaciuto un po', ma non al punto d'arrabbiarmi. Non potendo andare alla presentazione ufficiale nelle vesti di co-autore, ho deciso tuttavia che proprio non ci andrò, ma tengo finalmente fede alla promessa (fatta in particolare all'amica scrittrice e blogger 'leonardiana' Riri52 detta Nuvola) di pubblicare la data di quell'evento, in fondo a questo post.

"Il carro stride del passegger che il suo cammin ripiglia" cantava Giacomo Leopardi, alludendo a quieti e tempeste sicuramente più serie di quelle legate ad un sia pur forte raffreddore.
Prima di ripigliar il cammino, questo passegger dovrà decidersi a lavarsi i denti con l'acqua raccolta nelle pentole, visto che i rubinetti, invece, non vogliono saperne di stridere e di ripigliare il loro, di cammino.
Ma voglio terminare con una nota dolce, e pur sempre legata ad eventi che si ripetono ciclicamente, e di cui, guarda caso, ho già parlato.
Oggi pomeriggio, alle 17, comincia la cinquantunesima edizione dello "Zecchino d'oro". E' una festa ormai molto antica, capace di evocare ricordi intensissimi, ma pure di offrire ancora le sempre nuove ed eterne suggestioni che nascono da felici incontri fra la poesia, l'estro compositivo musicale e la spontaneità dei bambini.
.
.
.
-------
La presentazione del libro "Si scrive taxi, si legge Cotabo" avrà luogo sabato 29 novembre, alle 11.15, presso la libreria E-Coop del Centro commerciale "Officine Minganti" in Via della Liberazione, a Bologna, con ospite il comico Vito.
.
.
L'immagine è tratta da:
http://loopclock.wordpress.com/ciclicita/

Notturno milanese

milanedit_191

 

Devo essere riconoscente verso il mio passato, soprattutto ai vent'anni di lavoro passati in trasferta, principalmente nelle "mie" altre città: Vicenza, Milano, Padova.
Una lunga epoca di vita quasi monastica, con la percezione sempre più netta, e il progetto sempre più cosciente, di un cammino finalizzato ad un cambiamento radicale, alla libertà, all'emancipazione, ad una nuova qualità di vita.
Proprio come Alex Bellini, in questi giorni ormai vicino alle coste dell'Australia, dopo un lungo e durissimo viaggio su una barca a remi iniziato da quelle del Perù, che potrà vivere il resto della sua vita nella gloria e nella gioia dell'impresa compiuta.

Sì, sono riconoscente verso quel mio passato.
E' tutto lì, nei sotterranei della memoria, è parte costitutiva di me e del mio presente, anche se non lo rievoco, non ne parlo e non ne scrivo volentieri.
Ma lo amo come si ama il proprio fegato, i propri polmoni, la propria milza.
O forse di un amore un po' struggente, un po' segreto, intimo, legato al tempo che è passato, e passa, e allontana e sbiadisce i ricordi.

Milano.
Cinque anni, vissuti fra i trenta e i quaranta: una piccola esistenza nell'esistenza, a sua volta costituita di diverse fasi, diversi strati.
Nei miei ricordi non c'è la nebbia, nè una donna innamorata che, giocando, grida per farsi ritrovare, come nell'indimenticabile "Luci a San Siro" di Roberto Vecchioni.
Le mie "luci" sono anch'esse notturne, ma nitide, e in buona parte solitarie.
Non so se è ancora così, ma a cavallo fra gli anni '80 e '90 Milano era un'ottima compagna per le serate di un giovane in trasferta.
Le sue mille strade, del centro, della prima periferia, davano la sensazione di una quantità inesauribile di diversissimi ambienti umani, di occasioni di incontro, di divertimento, di arte, di cultura.
E magari, se la timidezza e l'introversione non me l'avessero impedito, avrei potuto condurre una vita effervescente.
Ma è stato bello anche così: qualche episodio di socializzazione più o meno eccitante, come il corso di danze sudamericane di cui già raccontai, e per il resto annusare da solo la città, le sue luci, le sue potenzialità.
E i suoi ristoranti, che spesso finivano per costituire da soli il modo di passare la serata, oltre che di cenare.

L'avevo memorizzato, quel ristorantino cinese nei pressi di Porta Venezia, soprattutto per la grazia della giovane cameriera che mi aveva servito.
E decisi di tornarci dopo un paio di settimane.
La coppia dei gestori mi accolse con qualcosa di più del classico atteggiamento gentile ed ossequioso: mi avevano senz'altro riconosciuto.
Mi sedetti ad un tavolo; la sala era completamente deserta.
E cominciò per me l'assedio, una valanga di attenzioni da parte della ragazzina per cui avevo scelto di tornare lì, sotto gli occhi esplicitamente compiaciuti dei genitori.
Non facevo in tempo a bere che veniva a riempirmi il bicchiere, a finire un piatto che mi chiedeva se era andato bene.
E poi, sempre sotto il sorridente controllo dei suoi, mi disse:
"Io, la volta scolsa, vimilale."
"Come, non capisco."
"Volevo dile che la volta scolsa, io vimilale."
"Proprio non riesco a capire, vimilale ?"
"Sì, vimilale."
Avrei inteso per fortuna solo in seguito, riflettendoci a mente serena, che mi stava dicendo che la volta precedente mi aveva ammirato: "vimilale" per "io vi ammirare".
Ma anche se non realizzai subito il senso di quella strana frase, il contesto era inequivocabile, e il mio disagio crescente piatto dopo piatto, minuto dopo minuto.

Ricordo che quando finalmente venne il momento di uscire stavo sudando, non so se caldo o freddo.
Sfogai il senso di cattura e di oppressione camminando a lungo e di buon passo per Corso Buenos Aires.

Le luci della nostra italica Broadway mi fecero pian piano recuperare la calma: Milano, come una madre premurosa, mi aveva soccorso con il suo abbraccio, prima che il consueto stridore assordante della metropolitana, popolata di altri individui soli come me, mi riaccompagnasse in albergo.
.
.
.
.
-------
Immagine tratta da:
http://farm4.static.flickr.com/3064/2427983069_274e2f436c.jpg?v=0

I tre moschettieri

tre_moschettieri_220

 

Chi segue questo blog sa già di chi parlo (...e anche molto spesso).
Chi non lo fa, ma legge la realtà con occhio attento, disincantato e soprattutto tramite i giusti canali cioè Internet, può immaginarselo abbastanza facilmente.

E' più di un motivo che mi spinge a dare voce di nuovo all'illuminante pensiero dei nostri moschettieri, cosa che farò partendo da quello dei tre più concentrato sulle vicende di casa nostra fino a quello più attento alle vicende mondiali.

travagliedit_181

Per chi non lo sapesse, Marco Travaglio trasmette in diretta su Internet ogni lunedì alle 14 il suo "Passaparola": la soddisfazione di seguirlo in diretta (tramite il sito di Beppe Grillo) costa spesso qualche sacrificio nella qualità della trasmissione stessa. Sempre sullo stesso sito si può rivederla comodamente e più chiaramente a distanza di qualche ora, nel post quotidiano di Grillo, o, se si preferisce, leggerne il contenuto in forma testuale. Un archivio di tutte le trasmissioni passate è poi contenuto in questa pagina.

Anni di inchieste straordinariamente approfondite sugli oscuri traffici degli squallidi potenti di casa nostra forniscono a Travaglio una vera e propria banca dati autogestita, che gli serve, ad esempio, per raccontarci il passato di Giuseppe Pisanu nel momento in cui viene candidato alla presidenza della Commissione Antimafia e per dimostrarci che non è "proprio il non plus ultra".
Le sue ricostruzioni delle vicende di attualità, fatte andando a scavare alle radici, con dovizia di documenti, sono sempre affascinanti, oltre che quanto mai istruttive nonchè raccontate, da vero moschettiere, in punta di fioretto; e sempre con l'onestà intellettuale e l'umiltà di un grande e raro spirito critico.
Come nel brano di ieri,
in cui fa un passo indietro, per ragioni diverse, e senza rinunciare a ragionarci sopra, sul giudizio di due recentissime sentenze: quella che evita l'accanimento terapeutico su Eluana Englaro, e quella sui fatti del G8 di Genova che vedeva imputate diverse decine di uomini delle forze dell'ordine.

E' il più giovane dei tre, probabilmente quello che potrà dare di più anche in futuro, augurandogli di cuore, e, se del caso, con tutti gli scongiuri possibili, che la sua vita, la sua salute e la sua preziosa attività non conoscano mai il benchè minimo ostacolo.

.

.

beppe_grillo_298

Il secondo moschettiere sta facendo tappa con il suo "Delirio" a Bologna: come mancare all'appuntamento con il nostro vero e proprio "padre spirituale".
Avevo una voglia maturata da tempo di partecipare al suo spettacolo a mo' di evento di piazza, e di sentirmi fisicamente parte di un popolo, un popolo sano, nell'applaudire, ridere, indignarmi, sfogarmi trascinato dal suo caratteristico eloquio.

Sapevo che gran parte dei contenuti non sarebbero stati una sorpresa per me, che da anni tutti i giorni leggo i suoi quotidiani post.
Ciononostante qualche piccola sorpresa me l'ha riservata ugualmente, nel presentare, a modo suo e secondo la sua tradizione, alcuni prodotti rivoluzionari sul piano dell'impatto ecologico (dalla palla che permette di fare il bucato senza detersivo
fino alla finale e un po' grottesca "bara ecologica"), nella breve presentazione del pensiero di Jeremy Rifkin circa un modello di "rete energetica", in cui ciascuno è produttore e consumatore di energia in maniera del tutto simile a quanto avviene su Internet nel campo dell'informazione, e infine nel portare immagini e notizie sullo spaventoso allarme mondiale circa l'accresciuto ritmo di scioglimento dei ghiacci, in particolare quelli artici.

Lo spettacolo è stato lungo, inframmezzato da filmati e da interventi di ospiti, fra cui i ragazzi del locale "meetup" e della lista civica per le prossime elezioni amministrative, progetto per il quale il Beppe nazionale sta spendendo molta della sua attenzione.
E dopo il caloroso abbraccio nell'applauso finale, e un potente e liberatorio "vaffanculo" corale rivolto alle immagini di tutti gli 'psiconani' che avvelenano le nostre giornate, è il momento per me di qualche riflessione consuntiva.
Dettata in primo luogo da un piccolo retrogusto di delusione, che peraltro (ad una mia accennata sollecitazione al proposito) non mi è sembrata condivisa nè da Lorena nè dagli altri amici che erano là con noi.
Si ride meno di una volta, non c'è dubbio, ma mi sono sentito anche meno trascinato dall'incisività e dalla rabbia della denuncia.
E' solo per l'inesorabile avanzare dell'età del grande personaggio, per un po' di incipiente stanchezza da parte di chi tanto e tanto ha dato nel corso dei lustri, o c'è qualcosa d'altro?
Forse, e per fortuna, c'è qualcosa d'altro. E cioè il fatto che lo spettacolo dal vivo non è più il fulcro della sua attività sociale, ma probabilmente, e detto senza alcuna ombra di critica, lo strumento per fare un po' di cassa.
E' un fenomeno inevitabile, quando si gestisce uno dei blog più consultati al mondo, quando si è in grado di organizzare da un giorno all'altro mobilitazioni e campagne di opinione di sicuro successo, o quando infine si può decidere, come spesso avviene, di dare di persona la propria testimonianza estemporanea ad eventi sul territorio, o di incontrare personalità internazionali di primo piano.

Quindi, niente paura, l'uomo c'è, eccome se c'è.
Resta, se proprio vogliamo fargli una critica, quello che già ho sottolinato in passato. Che cioè fra l'immagine della calotta artica improvvisamente amputata e quella della famiglia Marcegaglia, c'è un abisso di differenza di rilevanza, mentre Beppe continua a dedicare molta più attenzione alle schifezze nostrane che all'allarme ambientale, fingendo di dimenticare che presto un'ondata quasi fisica, come uno tsunami planetario, potrebbe spazzare via o quasi, insieme ai nostri mostricciattoli, anche tutti noi.
E' vero, anche Travaglio lo fa, ma lui, se non altro, lo fa da specialista di settore, rinunciando volutamente ad entrare in tematiche di rilevanza planetaria.

.

chiesaeditt_130

Chi non lo fa, chi davvero ha un approccio globale ai problemi, grazie alla sua ricchissima esperienza internazionale, è il terzo moschettiere, Giulietto Chiesa.
Lo ammetto, faccio fatica a stargli dietro. Quando ho cominciato a scrivere questo post, per esempio, sapevo del suo approccio disincantato al fenomeno Barack Obama (a differenza degli elogi incondizionati rivoltigli, sia pur per accenni, da Beppe Grillo), ma non sapevo della pubblicazione di questo splendido approfondimento
pubblicato ieri.
Così pure, confesso ancora, pur percependone la grande importanza, non avevo (e non ho ancora) avuto la concentrazione necessaria per leggere questa intervista a Mikhail Gorbaciov
, nè questo attualissimo reportage dall'Ossezia del Sud.
Avevo però letto questo articolo
, che tratta dell'allarme ecologico mondiale con una dose più unica che rara di lucidità, terribile e meravigliosa.

Due parole, per concludere, sugli sviluppi del progetto "Pandora-tv" di cui Chiesa è il principale promotore. Gli aggiornamenti non sono, a dir la verità, molto frequenti. L'unica cosa che si può verificare dal sito è l'incremento della raccolta di fondi, rappresentato da un grafico fatto a lettera "P". In fondo alla home-page di "Megachip", inoltre, sono sempre presenti le manifestazioni in calendario, alcune delle quali riguardano proprio il progetto in questione.
.
.
.
.
-------
Immagini tratte dai siti:
http://www.radio.rai.it/radio2/sceneggiato/tre_moschettieri/
http://it.youtube.com/watch?v=cGwfF0czVNw
http://www.movieplayer.it/adv/interstitial/19/YXJ0aWNvbGkvMDM1NzQvZ2l1bGlldHRvLWNoaWVzYS1zdS16ZXJvLWluZGFnaW5lLXN1bGwtMTEtc2V0dGVtYnJl/

Briciole di saggezza

gandalfedit_160

 

Un lungo bagno purificatore e rigeneratore, l'incessante pioggia di questo scuro novembre.
Quanto meno per l'aria stagnante della città; vorrei anche per lo spirito.

No, non è tempo, di rigenerazione, l'autunno.
Piuttosto di riflessione pensosa sulla vastità stratificata e abissale del tuo passato; anche il tempo che passa e ti trasforma è un mistero, esattamente come il dolore, la vita, quello di cui scrivevo la volta scorsa.
E senti la contraddizione, fra il tuo amore appassionato per la vita e la vacuità di gran parte dei tuoi interessi e sforzi passati.
Fra la voglia di sperimentare ancora e il limite della vecchiaia che arriverà forse troppo presto, che forse sta già arrivando e non lo sai.

Anche quelle briciole di nuova saggezza, che ti accorgi di aver conquistato, ti chiedi a chi e a che cosa potranno mai servire, o se piuttosto non verranno risucchiate pure loro dal vortice del tempo che passa, come l'intera esistenza tua e di chi ti ha preceduto.

E' un antico fenomeno ricorrente: i progressi, i miglioramenti del tuo modo di vivere, della tua saggezza appunto, si manifestano alla mente come intuizioni poco prima di incarnarsi nel tuo vissuto. Sono pensieri, sono quelle piccole meditazioni che magari scrivi sul blog o in una email a un amico, poi hai la sorpresa di vedere che sono diventate spontaneamente nuovi comportamenti, e attitudini, atteggiamenti mentali.
Ho riflettuto recentemente sulla flessibilità, sulla capacità di apprezzare quello che la vita ti dà di giorno in giorno, indipendentemente dalle ansie, dai tuoi progetti e aspettative, da quello che ti sembra averti tolto, o da quello che ti sei tolto da solo con i tuoi errori.
Ed ecco, che, quasi magicamente, ieri mi è sembrato proprio di aver assunto quel sano comportamento.
Era già sera ed ero in coda, una lentissima coda lungo via de' Carracci; era buio, pioveva. E mi sono reso conto che mi piaceva, stavo amando, quella coda con le luci e i fumi delle auto, quel buio, quella pioggia.
Nonostante la giornata fosse stata precedentemente modificata dall'improvvisa urgenza di andare a trovare una cara amica in ospedale, accompagnandoci anche la sua mamma e Lorena. Avevo perso ore di lavoro e di riposo, tempo per smaltire le sempre tante attività casalinghe in sospeso, ero immobilizzato in coda in un giorno di fiera. Ma avvertivo che il sollievo di aver trovato bene la nostra amica, aver condiviso calore ed affetto in quella camera silenziosa e pulita d'ospedale, ed ora quelle vivide luci nel buio e nella pioggia incessante valevano molto di più e mi avrebbero lasciato ricordi molto più intensi.

Superato faticosamente il semaforo, ho potuto finalmente cominciare a lavorare. Lo stato di grazia non mi ha abbandonato, insieme alla fortuna di caricare dei tipi gradevoli ed interessanti.
Anche il lavoro che faccio, ho pensato, è una grande fortuna, per la sua capacità di offrire continunamente nuove situazioni e sorprese, alimentando la tua curiosità, tenendoti vivo, e forse rallentando un po' così l'inevitabile e temuto processo di invecchiamento.

Una nuova interruzione, all'ora di cena, per l'ormai rituale ritrovo del giovedì al centro sociale XM24 per acquisti al mercatino biologico dei produttori locali, e cena vegetariana arrangiati a sedere da qualche parte in mezzo a tutti quei giovani, come dire, alternativi. Ieri sera ci siamo trovati solo Lorena, io e il mio nuovo amico Francesco, con cui è bello ed inevitabile finire a parlare dei massimi sistemi, per la sua impostazione culturale di sapienza orientaleggiante. In fondo per me era la giornata giusta per farlo; e forse lui direbbe che niente è casuale.
Ci concediamo ancora un po' di tempo per un caffè al bar, poi accompagno entrambi per un tratto di strada prima di riprendere a lavorare.

Ancora un cliente simpatico, che si fa portare fino a Castelfranco. Poi, al ritorno in città, dopo il rifornimento di metano in via Mattei prima che chiuda, decido di chiudere anch'io, vinto dalla stanchezza, nonostante l'incasso veramente scarso per una giornata di fiera.

Alle due sono già sotto le coperte, ad ascoltare la pioggia, che continua a scrosciare sopra il tetto di casa.
.
.
.
.
-------
Immagine tratta dal sito:
http://mysite.verizon.net/vzesz4a6/current/id265.html

Il mistero del dolore

compiantoedit_173

 

Mi fa un segno di riconoscimento dalla fermata dell'autobus.
E' una signora un po' anziana e, appena salita, ha un gran bisogno di sfogarsi: lo sciopero degli autobus doveva riprendere alle sette e mezza di sera, ma dalle sette il suo non è più passato.
"In Italia è tutto senza regole, anche lo sciopero. Perchè, poi, alcuni passano e altri no, il che genera ancora più confusione..."

Le dico anch'io quel che penso, sul degrado organizzativo, politico, sociale, culturale del nostro Paese. Sento che mi ascolta con interesse.
"E quel che temo," aggiungo "è il prezzo di dolore e di sangue che dovremo pagare per venirne fuori, perchè la quantità di violenza nascosta nelle nostre istituzioni è tanta."
Anche lei mi dice che ha voglia di reagire, e che sarebbe la prima a scendere in piazza se ci fosse una rivolta.
Le dico: "Lo sa che cosa ha scritto in questi giorni Beppe Grillo, uno che ha sempre avuto una capacità profetica sorprendente ? Che il movimento di protesta studentesco di questi giorni non sarà niente in confronto a quello dei disoccupati, perchè se ne parla poco ma stanno chiudendo tante fabbriche. E la rabbia di chi rimane senza lavoro e senza futuro, magari con una famiglia a carico, è un'onda che non si potrà fermare."
La sento molto coinvolta, mi chiede una previsione sui tempi di questa rivolta.
Poi mi confida la sua storia: il marito ucciso in un incidente stradale da un autista ubriaco. Che adesso è di nuovo in giro: solo quattro mesi di ritiro della patente.
"Sa, io alla mia età non ho più voglia di rimettermi in gioco, ma la rabbia sì, quella è l'unica cosa, vorrei sfogarla."
Parla con un tono quasi freddo, quasi impersonale.
Ha grande interesse per questi argomenti, ed è educata e gentile, ma avverto tutta la difficoltà a stabilire con lei una vera simpatia di anime.
"Guardi che io ho il bene maggiore, che è la salute," arriva alla vera conclusione "e non sono quello che si dice una depressa: faccio la mia vita, il mio lavoro con energia. Ma in realtà penso che per me sarebbe ora di mettersi da parte, che il mio viaggio in fondo è concluso."

Rimango con i miei pensieri.
Conosciamo, sperimentiamo, il mistero della vita, pulsante, gioiosa, gridata, come nel gioco dei bambini, come nel ridere d'intesa, istintivo, immediato, di due amanti che si parlano.
E conosciamo, spesso sperimentiamo, un altro mistero: quello del dolore, del dolore che inaridisce, che segna per sempre un solco nell'anima, che uccide la vita.
Tanto maggiormente in chi è già avanti nel cammino e non ha più risorse per ricominciare.

Era un uomo di un'eleganza ricercata, d'altri tempi, nell'abbigliamento e nel modo di esprimersi.
Quando fummo all'indirizzo di destinazione, non mi trattenni dal dirgli:
"Sa che qui ho portato spesso una nostra cliente abituale; forse la conosce: è una ragazzona alta, sempre allegra, gentile, una di quelle persone dolci che ti mettono di buon umore. Ora è un po' di tempo che non mi capita più di caricarla."
"Lo vede questo", mi dice indicandomi il segno del lutto sulla giacca, mentre la voce torna, probabilmente per l'ennesima volta, a spezzarsi nel pianto.
"Era mia figlia. Se n'è andata, sì."
L'eco di quell'acerbo dolore mi inonda improvvisamente e violentemente. Non faccio niente per nasconderlo.
Vorrei piangere con lui.
Vorrei com-piangere con lui.
"Ho già passato gli ottanta:" mi dice, e la voce è l'espressione della pena, è un flebile lamento, "alla mia età bisognerebbe prepararsi a lasciare il posto ai figli. E a me è successo il contrario..."
Lo vedo allontanarsi con passo pesante verso la sua casa, il suo nido di dolore e di rimpianto, dove ormai l'unica attesa sensata è quella dell'addio.

Ho pensato più volte che non avrei mai trovato il coraggio di raccontare di lui.

.

.
compiantotuttoedit_367

Il Compianto

(Il capolavoro di Niccolò dell'Arca è visitabile a Bologna, nella chiesa di Santa Maria della Vita, in via Clavature)
.

.
-------
Immagini tratte dai siti:
http://www.bulgnais.com/fotobologna.html
http://www.scultura-italiana.com/Biografie/DellArca.htm

Buon Natale e felice Anno nuovo

recessionedit_156

 

Mancano quarantotto giorni al Natale, cinquantacinque al Capodanno, sessanta all'Epifania.
Dunque non c'è tempo da perdere: affrettarsi, affrettarsi, mettere in moto l'annuale Natalificio dei consumi: un'economia boccheggiante e malata lo richiede supplicante come un tossicodipendente in crisi d'astinenza.

Per pietà, lasciate che la città viva questo suo strano tiepido novembre, vorrei gridare mentre osservo i primi preparativi, le prime luminarie, mentre ascolto i primi babbi Natale e i primi bambini standardizzati della pubblicità radiofonica.
Ogni anno è più dura: fastidio, rigetto, nausea. Vorrei scappare, non lasciarmi violentare.

E arrivano anche i primi auguri ed auspici, come quello del Fondo Monetario Internazionale, che ieri ha diffuso, per il prossimo anno, stime di recessione ulteriormente aggravate, per il mondo e per l'Italia.
...Che sia la volta buona per la decrescita ? Domanda retorica: l'unica certezza è che, per il mio taxi, le attese ai posteggi saranno più lunghe, e i residui clienti tendenzialmente più cupi e polemici.

Intanto, nello spirito di servizio che talora connota queste pagine, cerco di fare di necessità virtù, o quanto meno di limitare i danni dell'atmosfera di finta festa che ci stanno organizzando.
Lo faccio presentando una piccola galleria di calendari, realizzati a sostegno di ideali ed organizzazioni a carattere etico.
Se proprio dobbiamo santificare il Natale spendendo dei soldi, almeno che serva a qualcosa.

.

calendecrescitedit_180 

E visto che siamo in clima di recessione, comincio citando per la seconda volta l'originale "Calendario della Decrescita".
Vedi qui
recensione e modalità d'acquisto.

.

logoemergency_124

Il sito di Emergency non propone ancora le immagini del suo calendario, ma ci fa sapere, fra l'altro, che contiene dodici vignette disegnate da Vauro. Vedi qui.

.

amnestycaledit_180

Amnesty International dedica interamente al problema dei diritti umani nella Cina post-olimpica il suo calendario.
Presentazione e modalità d'acquisto su questa pagina.

.

greenpcaledit_152

Immagini spettacolari della natura, come sempre, vengono offerte da Greenpeace.
Anteprima e acquisto da qui.

.

cartaedit_165

Interessante anche la proposta di "Carta", uno dei più attivi siti di informazione libera: immagini in bianco e nero e testi ragionano sulle civiltà contadine antiche e moderne.
Clicca qui per saperne di più.

Si potrebbe continuare a lungo: le proposte di calendari degne di attenzione sono davvero numerose.
Chi vuole può proseguire la ricerca e sicuramente ne troverà. Se poi vorrà collaborare segnalando qualche scoperta interessante, potrà farlo nei commenti di questo post.

Per quanto riguarda questa mia rassegna, voglio terminare con una voce che mi sembra particolarmente stimolante.
La visione dell'evoluzione come competizione cruenta cronica tra individui singoli e specie, distorsione della teoria darwiniana della "sopravvivenza del più idoneo", si dissolve dinanzi alla visione nuova di una cooperazione continua, di un'interazione forte e di una dipendenza reciproca tra forme di vita. La vita non prese il sopravvento sul globo con la lotta, ma istituendo inter-relazioni. (Da: Microcosmo di Lynn Margulis e Dorion Sagan, 1989, Ed. A. Mondadori).
Il tema è forte, accattivante, moderno.

gaiacaledit_160

Viene affrontato dalle immagini e dai testi del calendario dell'Associazione-progetto Gaia, nata nel 1995 per diffondere l'omonima "'Ipotesi" di James Lovelock. Hanno anche un interessantissimo emporio on-line, già utilizzato sia da me che da Lorena per acquistare scarpe sportive.
Per visitare il sito e sapere qualcosa di più sull'Associazione, i loro ideali e le loro proposte, vedi qui.

.
-------
Immagini tratte dai siti:
http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/economia/borse-calo/paura-recessione/paura-recessione.html
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il_calendario_della_decrescita_2009.php
http://www.emergency.it/index.php?ln=It
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1441
http://www.greenpeace.org/italy/sostieni/calendario-2009
http://bottega.carta.org/index.php?main_page=product_info&cPath=31&products_id=219
http://www.progettogaia.it/index.htm

Testa o croce

dedit2_130

 

Un milione seicentomila profughi nella Repubblica democratica del Congo, in fuga dalla guerra, secondo le stime del ministro degli Esteri britannico.
Non credo che quel popolo di disperati segua con particolare trepidazione quanto sta per accadere fra poche ore negli Stati Uniti d'America; probabilmente neanche lo sanno. Eppure riguarda anche loro.

Un miliardo di persone, anche nella giornata di ieri, anche in quella di oggi, alle prese con un problema di una certa qual importanza: quello di alimentarsi, secondo le stime della FAO.
Non credo che neppure quella immensa fetta dell'umanità segua con particolare trepidazione quanto sta per accadere fra poche ore negli Stati Uniti d'America; probabilmente neanche lo sanno. Eppure riguarda anche loro.

Qualche milione di telespettatori in Italia, ieri, davanti ai teleschermi per la diretta in prima serata dall'Isola dei famosi.
Non credo che neanche molti di loro seguano con particolare trepidazione quanto sta per accadere fra poche ore negli Stati Uniti d'America, benchè, per la maggioranza, lo sappiano. Eppure riguarda anche loro.

Ma a parte questi (e sicuramente tanti altri) segmenti di popolazione umana così eterogenei, il mondo sta rivolgendo il suo sguardo con unanime attenzione, se non con trepidazione, se non col fiato sospeso, all'espressione del voto dei cittadini statunitensi, che finalmente eleggerà il successore del signor Giorgio Doppiavù Bush alla presidenza del Paese più ricco e influente del mondo.

Di tanto in tanto il Villaggio globale si ritrova spettatore, in diretta, di eventi che ne monopolizzano l'attenzione, di nuove pagine di cronaca che si fa storia contemporanea. Si tratta più frequentemente di calamità, anche se poi non tutte le tragedie hanno pari dignità nel conquistare, tramite la spettacolarizzazione dei media, la partecipazione popolare.

E quello che stiamo per vivere si presenta come uno di questi eventi epocali, sicuramente accompagnato dal massimo possibile di visibilità, e per questa volta non di carattere tragico (se escludiamo dal concetto di tragedia quella di un'eventuale vittoria di McCain, che nei fatti lo sarebbe).
Ci apprestiamo così, secondo i migliori auspici e gli ultimi sondaggi sulle intenzioni di voto, a condividere una nuova pagina di storia, che ha forte il sapore e la suggestione del mito.
Ne abbiamo un terribile bisogno, di vibrare per un'emozione planetaria, come potrà essere l'immagine di un milione di tifosi di tutte le etnie, ma soprattutto neri, in festa a Chicago per il primo presidente afroamericano; un'emozione che possa regalare un poco di speranza ad un'umanità ormai in balia di spinte catastrofistiche.

Non sarà la soluzione automatica agli immensi problemi del pianeta, ma avrà quel potere, di ravvivare la speranza, e non è poco.

L'altra ipotesi, invece, quella che il segreto dell'effettiva espressione elettorale, in barba ai sondaggi nonchè alle incoraggianti previsioni di grande affluenza, faccia emergere e vincere le ideologie più retrive, razziste e bigotte, costituirebbe un colpo di grazia forse mortale alla speranza di rinnovamento e di salvezza.

E' per questo che la gente avveduta, in ogni parte del mondo, sta trattenendo il fiato in attesa di quel risultato, che li riguarda, che ci riguarda, tutti.
.
.
.
.

-------
Immagine tratta dal sito:
http://www.signoraggio.com/signoraggio_nuovodollaro.html